16 Dicembre 2014 – TARANTO e MATERA INSIEME PER IL 2019 ….. E OLTRE
2 Dicembre 2013 – Conferenza Stampa
14 Novembre – Audizione al Ministero dei Beni culturali
11 Novembre-Il Comitato incontra gli allievi dell’ ITES Pitagora
6 Novembre – Eccellenti tarantini … in trasferta
8 Novembre-Il Comitato incontra il Rotary Club Magna Grecia
20 Settembre 2013 – #Taranto2019 c’è
Risultati SONDAGGIO ECoC 2019 (Parziale)
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5 Luglio – INCONTRO COMITATO PROMOTORE
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LE PIETRE DELLO SPIRITO
IMPATTO ECONOMICO DEGLI INVESTIMENTI IN CULTURA
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Le “Capitali europee della cultura”: evoluzione e successo dell’iniziativa (Greg Richards)
23 Luglio – Città Nascosta – Le Strutture Religiose
#Taranto2019 Convocazione Tavoli
26 Luglio 2013 a Taranto : Nave Palinuro e WWF

Perché Taranto

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Un Manifesto per la Candidatura di Taranto

 Capitale Europea della Cultura 2019

Le ragioni della candidatura di Taranto e della Puglia a Capitale Europea della cultura 2019 vanno ricercate nelle radici antiche e nobili di questo territorio, portatore di una tradizione millenaria e un formidabile incrocio di culture. Un territorio che è sempre stato cerniera tra suggestioni europee e culture altre, quelle millenarie del Levante. È senza nostalgie o rimpianti, ma riconoscendone l’attualità, che Taranto guarda a ciò che è stata, una straordinaria e multiforme polis magnogreca, per immaginarsi in futuro.

            Come città europea del XXI secolo, Taranto vuole tornare ad essere :

  • tarantoaltouna polis inclusiva, caratterizzata da quella pluralità e diversità che sa diventare ricchezza solo se coniugata con i paradigmi di solidarietà sociale
  • una realtà innovativa, che sappia ricercare e far germinare al suo interno la creatività che è sempre stata propria di questo territorio, ma che potrà svilupparsi in modo coerente e armonico se saprà mettersi in rete e confrontarsi con tutte le realtà europee
  • un sistema sostenibile.Taranto e il suo territorio hanno vissuto nel recente passato contingenze socio-economiche che, a fronte di un effimero quanto miope sviluppo legato a vecchi modelli, hanno inferto ferite al tessuto ambientale e sociale che solo un sistema complesso e reticolare potrà guarire. In questo senso immaginiamo prospettive di sviluppo, quelle legate a una crescita culturale globale, che siano praticabili e a lungo termine. Si tratta insomma di fare della cultura una sorta di fluido che va a permeare tutti gli ambiti di una moderna città a dimensione europea.

Riteniamo che Taranto e il territorio pugliese debbano e possano cogliere quest’occasione di ridisegnare gli orizzonti urbani, secondo quello che è il modello della nuova civiltà europea, la civiltà della conoscenza, che prevede, come ricorda l’Agenda Europa 2020, una città “inclusiva, innovativa, sostenibile”.

La candidatura di Taranto, per essere credibile ed efficace nelle ricadute, non può che prevedere un orizzonte comune a tutto il territorio pugliese. Superando con decisione ogni forma di campanilismo o autoreferenzialità, pur nel rispetto delle singole identità, si tratta di immaginare una dimensione che superi l’idea policentrica dell’area Puglia, prima ancora che della Regione Puglia, per affermare l’idea di reti di città.  Ciò al fine di promuovere uno sviluppo territoriale equilibrato, come del resto previsto dallo Schema di Sviluppo dello Spazio Europeo (SSSE, Ue, 2004). Il modello policentrico in Puglia già si impone, con la presenza sul territorio di forti polarità urbane, sociali ed economiche. La scommessa di Puglia 2019 sarà sviluppare le connessioni tra queste polarità, sia quelle materiali (accessibilità dei poli, infrastrutture, etc. …) sia quelle immateriali, implementando meccanismi reticolari in grado di mettere in relazione specificità territoriali in ambito culturale, come anche economico, sociale, etc.
Taranto, e la Puglia con Taranto, sta affrontando il cambiamento. A nessuno sfugge che investire sulla cultura equivale a progettare il domani. In questo senso la scelta dell’asse culturale si rivela come un formidabile strumento per accettare la sfida del cambiamento. Per queste ragioni la dimensione europea non può che accrescere le possibilità di successo dell’intero percorso. Il “pensare ed agire europeo” fornirà nuove e diverse forme di coinvolgimento della popolazione, stimolando una nuova partecipazione e favorendo nei tarantini e nei pugliesi un cambio di passo: da cittadini utenti e consumatori a cittadini artefici e protagonisti del proprio presente e del proprio futuro.

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5 thoughts on “Perché Taranto

  1. Salve,
    volevo segnalarVi, che a proposito di promozione del nostro dialetto a livello internazionale, esiste dalla primavera del 2006 la Wikipedia in dialetto tarantino, ufficialmente riconosciuta dalla Wikimedia Foundation. Unica Wikipedia in un dialetto pugliese. Spero questa informazione possa servire per dare ulteriore vigore alla nostra candidatura.

  2. Sarebbe davvero utile spostare l’orario degli incontri. Lavorando in ospedale dalla mattina alla sera non ho davvero alcuna possibilità di parteciparvi. E sì che ne avrei di idee e proposte.

    ps. complimenti per l’ottimo lavoro svolto fino ad oggi, spero che la candidatura resti condivisa da tutti i tarantini resistendo alle tentazioni disfattiste che arrivano dal Salento

  3. La priorità al momento è resistere agli assalti dei leccesi “falsi e cortesi” (come dicono a Brindisi) e alle loro fatue proposte di collaborazione unitaria (pari dignità, ma con Lecce capofila ovviamente). Taranto può diventare da sola Capitale, a quel punto sarebbero loro a doversi accodare.

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